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La disciplina del WHISTLEBLOWING

Decreto Whistle Blowing ecco cosa devi sapere

COS’E’
Il posto di lavoro può rappresentare un luogo dove avvengono irregolarità, atti illeciti ed ingiustizie più o meno gravi. Purtroppo però, per svariati motivi chi viene a conoscenza di una pratica “poco lecita” altrui, non sempre è disposto a denunciarla temendo, ritorsioni, discriminazioni, sanzioni e  addirittura  licenziamenti. A questo proposito in attuazione della direttiva europea 2019/1937 il decreto legislativo n. 24/2023, introduce anche in Italia le nuove
disposizioni del whistleblowing, e raccoglie in un unico testo normativo l’intera disciplina dei canali di segnalazione e delle tutele riconosciute ai segnalanti, sia del settore pubblico che privato. La parola whistleblowing, tradotta letteralmente dall’inglese, significa “soffiare nel fischietto” (to blow the whistle). Si tratta di un’espressione figurata che ha lo scopo di evocare il fischio di un fallo. Il campo di applicazione, non è però certo quello calcistico ma è il mondo del lavoro.

COME FUNZIONA
Il whistleblowing rappresenta la soluzione per chi ha paura di denunciare reati o irregolarità di cui viene a conoscenza sul posto di lavoro. Il soggetto che, a fronte di attività illecite o fraudolente, si fa carico di segnalare al proprio dirigente o alle autorità competenti la situazione deve essere tutelato e non discriminato, anzi deve essere incentivato alla cultura della legalità.

Le disposizioni riguardano sia il settore pubblico che quello privato, tali soggetti (sentite le Organizzazioni e rappresentanze sindacali di cui all’art. 51 del D.Lgs 81/2015 e successivi) attivano propri canali di segnalazione che garantiscano anche tramite il ricorso a strumenti di crittografia, la riservatezza dell’identità della persona segnalante (o whistleblower), della persona coinvolta e della persona comunque menzionata nella segnalazione, nonché del contenuto della segnalazione e della relativa documentazione.

Le segnalazioni possono riguardare la violazione di disposizioni normative nazionali, europee, condotte volte ad occultare violazioni, attività illecite non ancora compiute ma che il segnalante ritenga concretamente da dati oggettivi possano compiersi.

 

QUALI SONO GLI ADEMPIMENTI PER LE AZIENDE
Gli obblighi del Decreto decorrono

  • Dal 15 Luglio 2023 per le aziende che abbiano impiegato nell’ultimo anno una media di almeno 249 lavoratori subordinati
  • Dal 17 Dicembre per la aziende con un numero di dipendenti da 50 a 249

 

Il decreto si applica anche a tutte le aziende che, indipendentemente dal numero dei lavoratori:

  • adottano modelli di organizzazione e gestione previsti dal D.Lgs 231/2001 (riguarda la tutela di responsabilità del datore di lavoro e dell’azienda in caso di illeciti compiuti da lavoratori subordinati)
  • le aziende di cui alle parti parti I.B e II dell’Allegato al Decreto. Si tratta dei settori dei servizi, prodotti e mercati finanziari, prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, nonché della sicurezza dei trasporti

 

Le aziende obbligate devono istituire canali interni di segnalazione che rispettino determinati requisiti, prima fra tutti quello della riservatezza dell’identità del segnalante e delle persone coinvolte, dei contenuti della segnalazione dell’eventuale documentazione prodotta.
Tale obbligo può essere ottemperato mediante l’utilizzo di appositi SW o piattaforme informatiche o APP, che sono normalmente in commercio.

La nostra Associazione, alle Aziende che ne facciano richiesta, può fornire maggiori informazioni.

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Decreto Whistle Blowing ecco cosa devi sapere:
1) Cos’è
2) Come Funziona
3) Quali sono gli adempimenti delle aziende…

E’ stata prevista la possibilità, per alcuni soggetti, di posticipare e rateizzare il pagamento dell’acconto del 30 novembre 2023.

La comunicazione del Titolare Effettivo al Registro Imprese deve avvenire esclusivamente per via telematica con la presentazione di una pratica sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante con un proprio dispositivo di firma……..

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