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Confcommercio sul Dl aiuti: «Taglio dell’Iva, serve una risposta concreta»

Nel provvedimento previsto per inizio agosto possibili la riproposizione del bonus da 200 euro e un taglio dell'Imposta sul valore aggiunto sui generi di prima necessità, ma il grosso sarà per salari e pensioni

Nonostante la crisi di governo, entro la prima settimana di agosto ci sarà il semaforo verde al nuovo decreto aiuti da oltre 14 miliardi. Questa è l’unica certezza (si fa per dire, dati i tempi…), visto che il contenuto è oggetto di serrato dibattito sia all’interno della stessa compagine governativa che all’esterno.

Confcommercio a Palazzo Chigi

Il testo arriverà la settimana prossima in Consiglio dei ministri, ma già il 26 luglio si è tenuta una riunione per studiare le coperture. Se ne è parlato anche al tavolo convocato ieri (27 luglio) a Palazzo Chigi con Confcommercio, Confesercenti Federdistribuzione, Alleanza Cooperative, Federterziario, Confservizi e Confetra. Alla riunione, durata quasi due ore, hanno partecipato il presidente del Consiglio Mario Draghi, e i ministri Giancarlo Giorgetti, Renato Brunetta, Daniele Franco, Andrea Orlando e Stefano Patuanelli.

Al termine Donatella Prampolini (nella foto), vicepresidente di Confcommercio, ha parlato del possibile taglio dell’Iva sui beni di largo consumo sottolineando che «in questo momento il mercato interno è un in calo e quindi c’è bisogno di dare una risposta concreta alle imprese». All’interno dell’esecutivo, ha spiegato, «c’è molta discussione perché non c’è una visione univoca. Ci hanno detto che valuteranno e il ministro Brunetta, in particolare, ha sposato la nostra tesi della necessità di dare una mano ai consumi interni anche lavorando sull’Iva. Sui beni di largo consumo, che non sono solo i beni alimentari ma possono essere anche quelli per la cura della casa e della persona, grava un’Iva al 22% e non sarebbe male riuscire a lavorare su quello».

In senso generale, «è stato un incontro molto fitto. Abbiamo parlato degli sgravi energetici, ma c’è stata anche un’importante appendice sul lavoro, il ministro Orlando ci ha un po’ stuzzicato sul tema dei contratti e del salario minimo. Non ci siamo sottratti a questa sollecitazione, ma abbiamo dato la nostra versione: ho cercato di spiegare che è vero che i nostri contratti sono scaduti ma che non era ipotizzabile rinnovarli durante il Covid. Adesso è il momento in cui si può pensare di parlare di rinnovi contrattuali, il governo deve darci una mano con la detassazione degli aumenti perché rischiamo il disequilibrio dei conti economici», ha concluso la Prampolini.

Il ministro Franco: «Serve un intervento urgente per famiglie e imprese»

«L’incremento dell’inflazione, dovuto soprattutto ai prezzi dei prodotti energetici e delle materie prime, le difficoltà determinate dall’attuale situazione internazionale, il perdurare della diffusione del virus Covid-19 e le ripercussioni del prolungato periodo di siccità richiedono l’adozione, senza indugio, di un provvedimento di urgenza con cui contrastare le conseguenze negative sui cittadini, sulle famiglie, sulle imprese e sulle prospettive di crescita del Paese». Così si legge nella relazione al Parlamento sull’assestamento di bilancio portata in Cdm a firma del premier Mario Draghi e del ministro dell’Economia, Daniele Franco.

Franco, nella sua relazione, ha sottolineato il miglioramento del quadro di finanza pubblica spiegando che ci sono maggiori spazi per intervenire sul provvedimento che il governo varerà la prossima settimana, la cui dotazione sale dunque a 14,3 miliardi.

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