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Elezioni, le nostre proposte alla politica. L’AGENDA DEL TURISMO

In vista delle elezioni politiche del prossimo 25 settembre, Confcommercio Imprese per l’Italia ha elaborato un documento sui temi più importanti e le urgenze da affrontare

In vista delle elezioni politiche del prossimo 25 settembre, Confcommercio Imprese per l’Italia ha elaborato un documento sui temi più importanti e le urgenze da affrontare

Le richieste contenute nel documento dal titolo Le ragioni delle imprese, la responsabilità della politica. Le proposte del terziario per la prossima legislatura sono rivolte a tutti e partiti e movimenti che prenderanno parte all’appuntamento elettorale.

Sono dieci in tutto le aree di intervento selezionate da Confcommercio. Il documento si conclude con cinque agende, rivolte ad altrettante aree di intervento: Turismo; Cultura; Professioni; Giovani; Imprenditoria femminile.

Vi presentiamo un focus ogni giorno con le richieste dell’associazione. Oggi in evidenza città l’Agenda del turismo.

DI SEGUITO le aree di intervento fin qui pubblicate:

Commercio e servizi di prossimità

Credito e pagamenti elettronici

Transizione digitale

Crisi energetica come fattore di sviluppo

Non nuocere alla crescita demografica

Welfare

Lavoro e contrattazione. Politiche attive e formazione

La riforma del fisco

PNRR e politica di coesione

Legalità e sicurezza

AGENDA TURISMO

Un’Italia che riconosca e valorizzi appieno il ruolo economicamente propulsivo del turismo, supportando la costruzione di un’offerta riqualificata – in termini di strutture e di competenze – e in grado di competere efficacemente. Un’Italia connessa adeguatamente tra coste, città d’arte, aree interne, montagna.

Un’Italia che proponga in modo complementare ed efficace, con i più moderni strumenti, le tantissime esperienze che i turisti nazionali ed esteri possono realizzare, anche in una logica di destagionalizzazione dei flussi. Un’Italia in cui accoglienza, sostenibilità, accessibilità e inclusività siano tutti elementi di un grande progetto turistico nazionale. Questa è la nostra visione; questa è la linea di sviluppo che, a nostro avviso, va attuata con determinazione.

Per questo, va anzitutto portato a compimento il percorso – avviato con l’istituzione del Ministero del Turismo – verso una governance del settore efficace e coerente con il suo contributo all’economia ed all’occupazione, perseguendo, in particolare, l’obiettivo di un assetto di competenze concorrenti tra Stato e Regioni.

Sono, comunque, urgenti:

> la definizione su base nazionale di attività ed imprese turistiche, sulla scorta del Conto satellite turismo di ISTAT, oltre che dell’indice di turisticità dei Comuni. I servizi ricettivi per visitatori, i servizi di ristorazione, delle agenzie di viaggio, culturali, sportivi e ricreativi costituiscono l’81% del valore della produzione caratteristica che compone il 13% di PIL attribuito al turismo. Le imprese che realizzano questi servizi costituiscono attività turistiche da ricomprendere in tutte le politiche di sviluppo e di sostegno dedicate al settore;

> l’attuazione di importanti misure bloccate nel confronto tra Ministero ed amministrazioni regionali: misure, ad esempio, volte a contrastare con strumenti adeguati il fenomeno dilagante dell’elusione di regole e obblighi fiscali, e l’esercizio addirittura totalmente abusivo di attività e professioni turistiche; misure, ancora ad esempio, volte a realizzare una strategia promozionale sinergica ed efficace;

> il riconoscimento della centralità delle politiche turistiche per lo sviluppo del Paese: a partire dal superamento delle carenze di impostazione, di risorse e di partecipazione del PNRR – partecipazione di particolare rilievo nel caso di investimenti essenziali per il settore (trasporti e infrastrutture, formazione scolastica e riqualificazione delle competenze ) –, e da un adeguato presidio di dossier europei vitali per il turismo (ad esempio, in materia fiscale, di regolamentazione delle attività e degli accessi, di tutela dei consumatori);

> il potenziamento e lo sviluppo strutturale degli strumenti di supporto per la riqualificazione, destinando a tale finalità parte del gettito che il turismo genera in termini di imposizione fiscale indiretta e di imposte e contributi di soggiorno e sbarco.

Quanto alla delega attribuita al Governo in materia di affidamento delle concessioni demaniali per finalità turistico ricreative – esito di un percorso legislativo non condiviso dagli operatori interessati -, si dovrà comunque prevedere, nella fase di predisposizione dei provvedimenti per il suo esercizio, il più ampio coinvolgimento di tutte le categorie interessate, oltre che delle Regioni e delle autorità competenti in materia.

Va recuperato l’obiettivo di tutelare i diritti acquisiti dagli attuali concessionari e di continuare a sostenere, lungo le nostre coste, un progetto di sviluppo turistico sostenibile e ad alto valore aggiunto.

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