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Elezioni, le nostre proposte. COMMERCIO E SERVIZI I PROSSIMITA’

In vista delle elezioni politiche del prossimo 25 settembre, Confcommercio Imprese per l’Italia ha elaborato un documento sui temi più importanti e le urgenze da affrontare

Le richieste contenute nel documento dal titolo Le ragioni delle imprese, la responsabilità della politica. Le proposte del terziario per la prossima legislatura sono rivolte a tutti e partiti e movimenti che prenderanno parte all’appuntamento elettorale.

Sono dieci in tutto le aree di intervento selezionate da Confcommercio. Il documento si conclude con cinque agende, rivolte ad altrettante aree di intervento: Turismo; Cultura; Professioni; Giovani; Imprenditoria femminile.

Vi presentiamo un focus ogni giorno con le richieste dell’associazione. Oggi in evidenza città, commercio e servizi di prossimità.

DI SEGUITO le aree di intervento fin qui pubblicate:

Credito e pagamenti elettronici

Transizione digitale

Crisi energetica come fattore di sviluppo

Non nuocere alla crescita demografica

Welfare

Lavoro e contrattazione. Politiche attive e formazione

La riforma del fisco

PNRR e politica di coesione

Legalità e sicurezza

CITTA’, COMMERCIO E SERVIZI DI PROSSIMITA’

L’identità italiana è un patrimonio fatto di città e territori – dai grandi centri metropolitani ai piccoli borghi – alla cui vitalità i servizi di mercato contribuiscono in modo determinante. Da qui l’importanza di politiche urbane che concorrano al sostegno di questi servizi, tanto più in considerazione di quella dimensione della “prossimità”, il cui ruolo è emerso con forza durante la pandemia.

Si pensi, tra l’altro, all’esperienza dei dehors nelle città, da considerarsi, pur tra alcune criticità per i residenti, come un’eredità positiva della stagione pandemica in ragione del ritorno determinato da tali spazi di socialità all’aperto in termini di rivitalizzazione, decoro e sicurezza, animazione e aggregazione.

La valenza strategica delle città – tema centrale anche nell’agenda politica europea – richiede un governo unitario, di livello nazionale, dei temi urbani, anche con la previsione di un organismo statale di riferimento, con compiti di gestione e riparto di risorse, di coordinamento normativo e di strumenti d’intervento, di supporto di regioni ed enti locali. Va, inoltre, predisposta una cornice legislativa nazionale per i processi di rigenerazione urbana in cui sia valorizzato il ruolo del terziario di mercato nei processi di rinnovamento delle città.

Regole urbanistiche e politiche attive

Sono, poi, di particolare rilievo le relazioni tra il modello italiano di pluralismo distributivo pro-concorrenziale e città e territori.

Esse richiedono:

> un migliore coordinamento delle competenze nell’ambito del “federalismo commerciale”;

> una valutazione degli impatti delle scelte urbanistiche sugli assetti distributivi attraverso una efficace integrazione tra disciplina urbanistica e disciplina del commercio per affrontare le questioni del riuso edilizio, delle dotazioni territoriali, della attrattività e della qualità degli spazi pubblici, della logistica urbana.

In altri termini, regole urbanistiche e politiche attive dovrebbero concorrere alla definizione di condizioni di contesto per lo sviluppo – in particolare nei centri storici – di distretti delle economie locali, promossi secondo un modello di partenariato pubblico[1]privato.

Al riguardo, andranno colte le opportunità della politica di coesione 2021-2027, perseguendo al contempo la piena attuazione delle misure per la rigenerazione urbana previste dal PNRR.

Commercio elettronico

Quanto al commercio elettronico, restano ferme esigenze di accorta regolazione e, in specie, di eque regole di trattamento fiscale – è il tema della web tax -, ma anche di uno specifico supporto all’offerta online del commercio “tradizionale”.

Un approccio integrato al rafforzamento del servizio di prossimità e del pluralismo distributivo, nonché allo sviluppo di reti territoriali per la valorizzazione turistica ed alla riattivazione delle economie locali, richiede anche interventi fiscali quali:

> cedolare secca per locazioni commerciali con beneficio condiviso tra locatore e conduttore attraverso contenimento e riduzione dei canoni;

> riduzione di tributi e tariffe locali (IMU, TARI, Canone Unico) per incentivare la locazione di immobili sfitti nell’ambito di processi partecipati di rigenerazione economica e sociale delle aree urbane.
Posteggi, buoni pasto, abusivismo…

Buone regole occorrono, inoltre, per:

> una riforma delle concessioni di posteggio per l’esercizio del commercio su aree pubbliche;

> un’equilibrata applicazione delle nuove disposizioni in materia di pratiche commerciali sleali;

> la costruzione di una filiera alimentare sostenibile senza sovraccarichi di oneri ed adempimenti a carico delle imprese;

> una riforma strutturale dei “buoni pasto” con l’obiettivo di salvaguardarne il valore nominale lungo tutta la filiera;

> una riforma degli appalti pubblici per garantire certezza e sostenibilità economica nella esecuzione dei contratti;

> un contrasto incisivo della contraffazione e dell’abusivismo commerciale attraverso un rafforzato e coordinato presidio del territorio, una sempre più stretta collaborazione tra pubblico e privato, l’adeguamento delle procedure di sequestro e confisca, campagne di informazione e sensibilizzazione sul tema.

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