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Elezioni, le nostre richieste alla politica. L’Agenda giovani

In vista delle elezioni politiche del prossimo 25 settembre, Confcommercio Imprese per l’Italia ha elaborato un documento sui temi più importanti e le urgenze da affrontare

Le richieste contenute nel documento dal titolo Le ragioni delle imprese, la responsabilità della politica. Le proposte del terziario per la prossima legislatura sono rivolte a tutti e partiti e movimenti che prenderanno parte all’appuntamento elettorale.

Sono dieci in tutto le aree di intervento selezionate da Confcommercio. Il documento si conclude con cinque agende, rivolte ad altrettante aree di intervento: Turismo; Cultura; Professioni; Giovani; Imprenditoria femminile.

Vi presentiamo un focus ogni giorno con le richieste dell’associazione. Oggi in evidenza l’Agenda giovani.

DI SEGUITO le aree di intervento fin qui pubblicate:

Agenda professioni

Agenda della cultura

Agenda del turismo

Commercio e servizi di prossimità

Credito e pagamenti elettronici

Transizione digitale

Crisi energetica

Non nuocere alla crescita demografica

Welfare

Lavoro e contrattazione. Politiche attive e formazione

La riforma del fisco

PNRR e politica di coesione

Legalità e sicurezza

AGENDA GIOVANI

Per cogliere le opportunità legate alla partecipazione dei giovani in tutti i settori della società, è necessario agire sull’istruzione e la formazione professionale e favorire l’autonomia economica delle nuove generazioni.

Occorre, dunque:

> integrare studio e lavoro e rendere i sistemi di istruzione e formazione più in linea con i fabbisogni del mercato, completandoli con insegnamenti in grado di sviluppare competenze e abilità indispensabili per affrontare le sfide del futuro;

> potenziare le attività di orientamento dei giovani, affinché le scelte riguardanti i percorsi di studio possano essere compiute con maggior consapevolezza;

> sviluppare un sistema di tirocini curriculari e extracurriculari che funzioni e intercetti le esigenze del lavoratore e delle imprese e consenta di riconoscere e “certificare” le competenze acquisite on the job per essere poi utilizzate al meglio dai giovani nel mercato del lavoro;

> incentivare l’imprenditoria giovanile per impiegare le competenze più nuove e dinamiche a disposizione del Paese e favorire la permanenza dei giovani in Italia, anche nei territori a maggior rischio di spopolamento;

> investire un supplemento di impegno e risorse nel percorso avviato di approvazione di leggi, fondi e strumenti volti alla promozione dell’imprenditoria giovanile, come le misure con priorità di accesso per i giovani che prevedono finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto dedicati a nuove imprese e imprese già costituite.

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