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Uniascom provincia di Varese: «Ristori per il commercio che sta vivendo un lockdown mascherato»

I cinque presidenti si uniscono alle richieste di Confcommercio nazionale (oltre ai ristori anche moratorie creditizie e nuovo ciclo di cassa integrazione) per fare fronte all’ennesima crisi del settore. E all’orizzonte il problema dei lavoratori over 50 no vax

VARESE «Anche nella nostra provincia, commercio e terziario sono tornati ad una situazione critica che pensavamo di esserci lasciati alle spalle. Le città sono vuote, i turisti sono spariti, i saldi sono molto al di sotto delle aspettative: stiamo subendo le conseguenze di un lockdown mascherato».

Il presidente di Uniascom Rudy Collini e i presidenti delle Ascom territoriali (Giorgio Angelucci Varese, Renato Chiodi Gallarate, Andrea Busnelli Saronno, Franco Vitella Luino) lanciano l’allarme e soprattutto chiedono al Governo interventi urgenti e mirati.

Nuovi ristori, moratorie creditizie e un nuovo ciclo di cassa integrazione sono le richieste del presidente nazionale Carlo Sangalli e del vicepresidente di Confcommercio Lombardia Carlo Massoletti. I cinque presidenti del Varesotto sottoscrivono le istanze e ne aggiungono una quarta e una quinta, riferite alla misura che introduce dal 15 febbraio l’obbligo vaccinale per i lavoratori over 50: sgravi contributivi anche per il personale che sostituisce il dipendente assente ingiustificato; adeguati e tempestivi ristori alle imprese che subiranno le eventuali conseguenze economiche derivanti dalla misura governativa.

I nostri negozi sono luoghi sicuri

Contemporaneamente, si dovrà trovare il modo di invogliare le persone ad uscire, a tornare a vivere le proprie città. In questo caso i presidenti provinciali fanno loro le parole del vicepresidente regionale Massoletti: «Ha ragione quando sostiene che l’unica strada per garantire una solida ripresa dell’attività economica e sociale è quella di un messaggio che ristabilisca la fiducia, grazie al combinato disposto di una forte campagna vaccinale e consolidate e diffuse misure di sicurezza. Bisogna ribadire e fare capire che le nostre attività commerciali, grazie alla serietà con la quale gli imprenditori hanno applicato e stanno applicando le misure governative, sono luoghi sicuri, sicurissimi».

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